diario di viaggi (con colite) ovvero paese che vai, piastrelle che trovi
io continuo a sognare i miei viaggi immaginari e vi ringrazio tutti e tutte per le parole di incoraggiamento
(le lacrime di sincera commozione si confondono con il sudore, annacquando la tastiera)
((mi torna in mente una vecchia canzone degli Ustmamo' - andateci piano con l'affetto che se continuate cosi' mi disidrato))

oggi e' di scena l'oriente estremo, il lusso della Cina imperiale: al teatro Shoji di Pechino i bagni sono ancora cosi': decisamente controrivoluzionari :)
e a questo punto la domanda sorge spontanea: i fiori saranno veri?
la risposta NON e' dentro di voi, ma dal cinese tutto-a-mille all'angolo.
e nel mentre mi organizzo per vincere il MIO viaggio (ne vedrete delle belle, i neuroni ballano e se tutto va bene tirerò fuori un gran coniglio dal mio cilindro) un vecchio amico mi invia questi mirabili scatti di ritirata con finto mattonato in linoleum.


gomma e estetica lynchiana insieme al prezzo di un cheesburgher, poi mi chiedono perché voglio andare negli states...ecco, se guardi la foto lo capisci perché ci voglio andare!
pagherei molti dei soldi che non ho per testare con mano la consistenza del pavimento gommoso, me lo sento già fra le dita. Sono sicura, lo sento, deve essere come quella gommina verde che mi davano alle medie per fare le incisioni con l'inchiostro.
il tutto sulla highway memphis-nashville, provenienza che di per sé meriterebbe comunque un post anche se non fosse incluso nel pacchetto regalo questo pavimento da collasso emotivo...
credo sarà una delle prime tappe nel MIO viaggio, chissà se c'è un volo intercontinentale diretto a memphis...



