diario di viaggi (con colite) ovvero paese che vai, piastrelle che trovi
e nel mentre mi organizzo per vincere il MIO viaggio (ne vedrete delle belle, i neuroni ballano e se tutto va bene tirerò fuori un gran coniglio dal mio cilindro) un vecchio amico mi invia questi mirabili scatti di ritirata con finto mattonato in linoleum.


gomma e estetica lynchiana insieme al prezzo di un cheesburgher, poi mi chiedono perché voglio andare negli states...ecco, se guardi la foto lo capisci perché ci voglio andare!
pagherei molti dei soldi che non ho per testare con mano la consistenza del pavimento gommoso, me lo sento già fra le dita. Sono sicura, lo sento, deve essere come quella gommina verde che mi davano alle medie per fare le incisioni con l'inchiostro.
il tutto sulla highway memphis-nashville, provenienza che di per sé meriterebbe comunque un post anche se non fosse incluso nel pacchetto regalo questo pavimento da collasso emotivo...
credo sarà una delle prime tappe nel MIO viaggio, chissà se c'è un volo intercontinentale diretto a memphis...


ho rovesciato casa ma l'ho ritrovata: pura poesia
questo avviso imperativo era ad arredo di una toilet che mi ospitò in un momento bello e divertente
manco a farlo apposta era sempre in germania: anche in inglese si riconosce il tono perentorio tipico del luogo. Era poco dopo berlino, non più col bassino ma coll'amica che stava in fissa ad andare a Weimar. Millantava di interessi culturali ma in realtà stava in fissa a collezionare bustine di zucchero e ne cercava anche qua, in quel di Weimar, speranzosa di trovar tracce di zucchero bauhaus.
Invece weimar sembrava un paesotto sonnecchioso della bassa padana. Del bauhaus rimanevano solo locandine in mostra sotto vetro.
In compenso i nostri ospiti erano assolutamente 'brilliant' e l'adesivo in bella mostra sul loro cesso nè è riprova. A ripensarci forse il vero bauhaus era proprio quell'adesivo...
omaggio al mondiale che comincia
e ai bei tempi andati dell'adolescenza
in cui i mondiali di calcio erano l'occasione per invadere case libere, ingozzarsi di patatine, ubriacarsi di cochecole e pomiciare (quelli piu' fortunati) nascosti in camera dei genitori
di questi tempi, dalle nostre parti, nessuno va molto fiero della situazione del nostro calcio ne' del fatto di essere tifoso,
per questo l'immagine di oggi ci sta troppo dentro.
me l'ha regalata Zot, un nuovo amichetto incontrato su zingarate
webcommunity in cui cerco svolte per riuscire a muovermi via da questa citta'...


questa invece è la mia amica cecia, in quel di Lisbona, quasi un lustro fa.
bellissima la old style toylet, ci sentivamo come se fossimo in un bordello negli anni venti con quel lavandino e quella poltrona là di lato (qualcuno che ama guardarti?)
anche la soluzione spaziale era creativa anzichennò: la toilet era una parte della stanza separata con una tendina di plastica bianca, geniale
c'era anche la finestra, se non stavi attenta davi spettacolo in un minuto :)
se mi chiedi di lisbona mi viene in mente subito questa toilet (e gli scatti di corsa per riuscire ad arrampicarci ai lati dei tram in salita per i vicoli insieme ai bambini di lisbona)
ah, lisbona...

un bagno con il ritratto della Gioconda sulla porta e' veramente difficile da dimenticare.
quello dei maschietti aveva nientemeno che Dalì!
non era il Louvre, non era nemmeno Parigi.
ma sempre Francia era...
... che poteva essere misto

invece entrammo io e jasmin, che in quella occasione m'insegno' a pisciare all'impiedi.
era Amsterdam, quasi una vita fa.
