diario di viaggi (con colite) ovvero paese che vai, piastrelle che trovi
io continuo a sognare i miei viaggi immaginari e vi ringrazio tutti e tutte per le parole di incoraggiamento
(le lacrime di sincera commozione si confondono con il sudore, annacquando la tastiera)
((mi torna in mente una vecchia canzone degli Ustmamo' - andateci piano con l'affetto che se continuate cosi' mi disidrato))

oggi e' di scena l'oriente estremo, il lusso della Cina imperiale: al teatro Shoji di Pechino i bagni sono ancora cosi': decisamente controrivoluzionari :)
e a questo punto la domanda sorge spontanea: i fiori saranno veri?
la risposta NON e' dentro di voi, ma dal cinese tutto-a-mille all'angolo.
