diario di viaggi (con colite) ovvero paese che vai, piastrelle che trovi

Per la vostra salute, per favore, lavatevi le mani dice il cartello proveniente dalla collezione di zio Massimo detto l'americano.io continuo a sognare i miei viaggi immaginari e vi ringrazio tutti e tutte per le parole di incoraggiamento
(le lacrime di sincera commozione si confondono con il sudore, annacquando la tastiera)
((mi torna in mente una vecchia canzone degli Ustmamo' - andateci piano con l'affetto che se continuate cosi' mi disidrato))

oggi e' di scena l'oriente estremo, il lusso della Cina imperiale: al teatro Shoji di Pechino i bagni sono ancora cosi': decisamente controrivoluzionari :)
e a questo punto la domanda sorge spontanea: i fiori saranno veri?
la risposta NON e' dentro di voi, ma dal cinese tutto-a-mille all'angolo.
no, non sono scomparsa, non sono (non ancora) partita, non sono emigrata
semplicemente sto attaccata a mouse e monitor da tre giorni e tre notti, immersa nel montaggio del mio capolavoro :))
niente toilet questa volta, ma corde e moschettoni...e sara´pure che ogni reportage e` bello a mamma sua e sara' che sono in uno di quei rari momenti di eccesso di autostima, ma sono sicura che vincero'